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24 -May -2017 - 00:37
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Dall’ascolto al monitoraggio del buzz

La presenza di un brand sui social media non può limitarsi all’utilizzo di una fan page, con una serie di post, o lanciando con una serie di tweet; la crescita esponenziale di nuovi utenti su differenti canali richiede una presenza distribuita e, ormai, in tempo reale. Per fare questo non bastano i tools di automazione (quindi uno sforzo in termini di persone) ma serve un impegno in termini di processi aziendali per controllare (quindi per intercettare, interpretare e interagire) la crescita della propria comunità. Sintetizzando, occorre misurare e gestire la propria presenza sui social media, tracciando la propagazione delle informazioni chiave e modi e contenuti del word of mouth.

Quali sono gli step per una azione compiuta sui social media?

Ascoltare: tramite l’utilizzo di appositi tools, registriamo il battito cardiaco dei clienti o prospect del brand. Come? Dopo aver identificato quali blog o domini sono più importanti per quel brand, valutiamo il volume (quantifichiamo il buzz) e adottiamo metriche per calcolare l’uso di parole chiave o il volume di post per dominio, misuriamo la reputazione del brand ed il sentiment calcolando la Brand Perception e l’engagement relativo.

Identificare: quali blog o ambiti devono essere coperti per promuovere con successo i prodotti e servizi del cliente? Quale messaggio è più in linea con le attese? E quali aspetti devono essere considerati vista la specificità di ciascun media? Esistono delle linee guida ma la loro applicabilità dipende da molteplici fattori.

Tracciare: dopo aver determinato il contenuto specifico per ogni media, la campagna viene misurata grazie al tracciamento del “pass along” e delle conversion dei contenuti social del brand (tramite tweets, posts su blog, su Facebook ecc.); i dati sono poi ricondotti a livello economico evidenziando i ritorni per ciascun media ingaggiato e ciascuna campagna attuata.

Il ciclo di questi passi è ovviamente iterativo, in maniera da poter apportare i necessari aggiustamenti. Continuare a misurare il buzz, monitorare le conversazioni, quantificare i ritorni, sono indispensabili. Quali strumenti utilizzare? Notevole la scelta, gratis o a pagamento; difficile utilizzarne uno solo, poichè ciascuno ha delle proprie specificità ed è maggiormente tarato per una azione o per un media. Tra quelli che utilizziamo più spesso, principalmente rientrano i seguenti.

Listening tools, Monitoring tools, Measurement tools: Sysomos, Attensity360, Radian6, TruCast, ScoutLabs, Crimson Hexagon

Publishing tools, Syndication tools: HootSuite, MediaFunnel

Engagement: Lithium, Jive

 
Social Media e Information Warfare

Da alcuni giorni, Al Jazeera ha reso disponibile AJTU (Al-Jazeera Transparency Unit), una piattaforma analoga a Wikileaks che consente l’upload di articoli, foto, video, documenti e informazioni riservate relative al conflitto israelo-palestinese con il fine di renderli pubblici. Proteggendo l’identità delle fonti, Al-Jazeera favorisce così una pericolosa fuga di informazioni sul conflitto medio-orientale minando ancor di più le difficili trattative; come afferma Robert Danin, l’operazione non è sinonimo di trasparenza e mette in cattiva luce l’Autorità palestinese, rappresentando invece una vittoria potenziale per i nemici della pace in Medio Oriente.

 

A questo proposito abbiamo invitato il Generale Fabio Mini (già comandante KFOR) ad esprimere la sua opinione sul caso specifico e, più in generale, sul rapporto fra social media da un lato ed informazione e sicurezza dall’altro.

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Coprifuoco digitale in Egitto

E’ scattato da ieri sera il “coprifuoco digitale” in Egitto: il Governo ha ordinato la chiusura delle connessioni internet internazionali per ostacolare l’organizzazione della protesta. Service providers e compagnie telefoniche hanno quindi disabilitato l’accesso al web per tutti gli uffici pubblici e privati, i servizi di messaggistica di telefonia mobile e le linee cellulari. Tra l’altro da stamani sono down anche le pagine del provider Vodafone ) e un tweet ufficiale della stessa Vodafone fa comprendere come la situazione censoria sia generalizzata.

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L'uso di Twitter in Tunisia durante la rivolta

Grazie all’analisi effettuata con Backtype (http://blog.backtype.com/2011/01/analysis-of-the-tunisia-twitter-trend), è possibile analizzare l’intensità dell’uso di Twitter in Tunisia durante i momenti più caldi della rivolta contro il governo.

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FaceBook ora è veramente sociale

Come segnala Mashable , gli utenti USA di Facebook ora possono ricevere in tempo reale gli allarmi AMBER, cioè le notifiche di sparizione di bambini, sul social network affinchè possano quindi essere condivise e rilanciate, creando un effetto a catena; questo è il risultato della nuova partnership con il Centro Nazionale per i Bambini Scomparsi del Dipartimento di Giustizia americano che su Facebook ha pubblicato varie pagine AMBER Alert (una per ciascuno dei 50 stati).

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